Satsang Summary

La Maturità dell’Intelletto, la vera resa e la dimora nel Sé
20 agosto 2025

Domanda: Ieri mattina ha parlato della resa e di spostare il peso della responsabilità dall’individuo al divino. Ma dalla mattina alla sera il nostro intelletto continua a darci indicazioni, dove andare, con chi parlare, cosa dire. Quindi la mia domanda è: quando dobbiamo affidarci al nostro intelletto e quando dobbiamo affidarci all’abbandono a Dio? Quando dovrei dipendere dal mio intelletto e quando dovrei arrendermi a Dio?
AMMA: Non c’è nulla di sbagliato nell’affidarsi al proprio intelletto. Se è abbastanza maturo, le scelte che fa saranno giuste. Se sente di non essere sufficiente, si arrende. In uno stato di resa potete completare i compiti e fare ciò che è richiesto. Non è che non farete ciò che deve essere fatto. Fate tutto ciò che è possibile, in uno stato di resa. Sappiate che tutto è volontà divina e qualunque cosa voi dobbiate fare, la fate. E sapete che anche il risultato è volontà divina.

Domanda: Sappiamo che il primo upadesa di Bhagavan a sua madre è stato che qualunque cosa debba accadere accadrà e qualunque cosa non debba accadere non accadrà. E alla fine dell’affermazione si dice che la via migliore è rimanere in silenzio. Allora come possiamo anche solo dire che sto facendo ciò che è giusto o non è giusto o sto dicendo la verità o non la sto dicendo?
AMMA: È un sapere assoluto che qualunque cosa stia accadendo attraverso di me o attraverso gli altri o qualunque cosa ci sia intorno a me non è altro che un accadimento. Anche le mie scelte, la mia assenza di scelta, tutto sta accadendo. Include tutto, tutte le vostre azioni.

Domanda: Se tutto sta accadendo, allora tutta la mia vita è già una resa? Allora perché sto cercando di arrendermi?
AMMA: Siete completamente arresi? La resa riguarda il senso di possesso. Significa che non avete alcuna domanda su ciò che accade a voi e attraverso di voi. Accettate tutto allo stesso modo. È vero che tutto è un accadimento, ma solo chi non ha il senso di possesso può dirlo.

Domanda: Quindi è come se la vita stesse semplicemente accadendo e io fossi solo il testimone?
AMMA: Sì. Non c’è lamentela. È un’accettazione assoluta di qualunque cosa stia accadendo.

Domanda: Quindi è come dire che la via migliore è rimanere in silenzio.
AMMA: Questa è la verità. Niente può accadere diversamente.

Domanda: Come posso rendere il mio intelletto maturo in modo da poter essere un testimone silenzioso e non reagire ad una situazione?
AMMA: Rimanete in silenzio. Siate silenziosi. È un sapere assoluto che ciò che accade, e ciò che non accade; ciò che stiamo cercando, e ciò che non stiamo cercando, tutto è un accadere: è una realizzazione, piuttosto che una conoscenza intellettuale. Non dovremmo darlo per scontato. Chi è sincero andrà sempre alla radice e lo porterà a compimento. Non dovremmo darlo per scontato.

Domanda: Il mio tentativo di fare auto-indagine o arrendermi è qualcosa che è già destinato, o sto cercando di farlo io?
AMMA: Perché volete saperlo? Chi vuole saperlo?

Domanda: È qualcosa che è arrivato come una credenza per me, questo upadesha (insegnamento) di Bhagavan, questo intendo.
AMMA: Quella credenza deve diventare la vostra realizzazione, non una credenza intellettuale. Tutto ciò che Bhagavan ha detto non potete semplicemente prenderlo come una credenza, deve essere la vostra realizzazione. Fino ad allora, non potete fermarvi. Non dovreste fermarvi. Bhagavan ha detto che siete il Sé, e se sapete di essere il Sé, allora non c’è problema. Ha anche detto di fare auto-indagine. Se tutto fosse solo un accadimento, non lo avrebbe detto.

Domanda: Cos’è il Guru Tattvam, e posso sviluppare il viveka (guru interiore) per non aver bisogno di un Guru esteriore?
AMMA: Il guru è già lì, dentro di voi. Il compito ultimo del Guru Tattvam è farvi realizzare che il Guru è sempre dentro di voi, così che la vostra idea di “dentro” e “fuori” scompaia. Diventare uno. Questa è la grazia ultima del Guru.

Domanda: Cercare di liberarsi da rabbia, lussuria, orgoglio e tutte queste cose è una perdita di tempo, dato che è tutto predestinato?
AMMA: Questa non è la nostra natura, a volte in alcune persone, nella prakriti, appare, a volte non riescono a liberarsene, questo è un altro discorso, ma per quanto possibile dovremmo uscirne, altrimenti soffriamo. Mantenendo tutto questo, non possiamo essere nella pace del Sé. Quindi non lo facciamo per qualcun altro, lo facciamo per noi stessi.

Domanda: Sono grato per la Sua guida su come rimanere centrato, tornando a un senso di presenza o esistenza. Questo è stato molto utile. Posso facilmente sentire questa presenza nell'immobilità, ma quando sono in azione, come parlare o camminare, sento una lieve sensazione di essere colui che agisce. Cerco di chiedermi chi lo sta facendo, e torno a quel medesimo senso di presenza. Non so come superare questa sensazione di essere colui che agisce.
AMMA: Va bene. Non è l’agire. Se sentite la presenza, sapete che non siete voi a fare. È solo un pensiero che sorge: “Lo sto facendo io”. Questo non è vero. Qualunque cosa voi facciate, non state facendo nulla. Viene dal Sé. Quella presenza, quel Sé, non fa nulla. Quindi, da dove viene la vostra identità? Da lì sentirete se state facendo o non facendo.

Domanda: Sembra che metà di me sia nel centro e l’altra metà sia impegnata nell’azione. Quando sono nell’azione, sembra un pacchetto completo e penso: “Sto parlando, sto facendo”.
AMMA: Anche allora, potete essere consapevoli che la presenza non fa nulla. Lentamente e gradualmente, arriverete a questo.

Domanda: Quindi ieri Lei ha detto che mi piace avere desideri. Come non godere dell’avere desideri? Ho visto desideri mondani essere sostituiti da desideri spirituali come stare in silenzio, passare del tempo con il guru ecc., ma derivano comunque da un’insoddisfazione del momento presente.
AMMA: Non è che un giorno tutti i desideri scompaiono, date loro il tempo per scomparire. Non c’è nessuna magia, nessun trucco. Quando stiamo veramente cercando il Sé, e quando non sappiamo cosa sia il Sé, si arriva alla presenza del Guru.
Dicono: “Voi siete Quello”, quindi tutta la ricerca di cercare ovunque Dio o la Realizzazione del Sé, facendo tutte le sadhana, sembra impossibile finché non sentite che “Voi siete Quello”. È un tale sollievo. Io sono Atma Brahman, l’Io come Atma è Brahman stesso, non c’è differenza, è un sapere che accade dentro.
Una volta che cercate quell’Io dentro e trovate l’Io puro ultimo, arriva la realizzazione: io sono Brahman. Ciò che esiste qui è solo Brahman, questa è la conclusione. Anche quando forme, forme diverse e apparenze vanno e vengono, so che c’è solo Brahman. Quindi tutto emerge da esso, tutto si dissolve in esso. Quando chiudete gli occhi, è l’assoluto, e quando aprite gli occhi, è Sarvam Khalvidam Brahman (tutto questo è davvero Brahman).

I riassunti dei satsang pubblicati qui sono tratti da trascrizioni reali dei satsang. Sono preparati con amore e leggermente modificati dai devoti per garantire una lettura scorrevole e accessibile, offerti come servizio alla comunità. 

The Satsang Summaries posted here are drawn from actual satsang transcripts. They are lovingly prepared and lightly edited by devotees to ensure smooth, accessible reading—offered as a service to the community.